Nonostante gli esperimenti di Tesla all’inizio del 1900, la vera svolta nella trasmissione wireless dell’energia elettrica arriva nel 2007 dall’articolo di André Kurs e colleghi, tra i fondatori della società Witricity, dal titolo “Wireless Power Transfer via Strongly Coupled Magnetic Resonances” pubblicato sulla rivista Science. L’accoppiamento risonante rende la trasmissione dell’energia molto più efficiente, sebbene l’efficienza decresca comunque con la distanza. Negli stessi anni comincia la ricerca riguardo i sistemi di ricarica wireless e già nel 2010, in Corea, compare la prima linea di autobus a ricarica induttiva detta Online Electric Vehicle (OLEV). Ad oggi, la ricarica induttiva dei veicoli elettrici, ormai riconosciuta a livello internazionale col nome di wireless power transfer (WPT), risulta essere una delle tecnologie più nuove e promettenti per la ricarica dei veicoli elettrici, offrendo anche la possibilità di una forte integrazione con i sistemi futuri di guida autonoma. La ricarica WPT propone una ricarica diffusa e comoda, in quanto l’autista può ricaricare il veicolo ai parcheggi, al semaforo, presso l’autorimessa di casa, o anche guidando, se la strada è predisposta, senza preoccuparsi di collegare alcun cavo. La ricarica frequente, inoltre, comporterebbe l’adozione di batterie di dimensioni ridotte e quindi un minor costo dell’auto e anche un minor peso, con conseguenti minori consumi. Per contro, occorre considerare il fatto che il rendimento della trasmissione dell’energia non è unitario, che per la ricarica dinamica sono necessari cospicui investimenti e che è altresì necessario valutare l’esposizione umana ai campi magnetici. Questo articolo illustra brevemente la tecnologia e i passi necessari per la valutazione dell'esposizione umana con riferimento alle norme applicabili e ai problemi aperti.

La ricarica induttiva dei veicoli elettrici e la valutazione dell'esposizione umana / Zucca, Mauro. - In: DOSSIER AMBIENTE. - n. 136:(2021), pp. 111-127.

La ricarica induttiva dei veicoli elettrici e la valutazione dell'esposizione umana

Mauro Zucca
Writing – Review & Editing
2021

Abstract

Nonostante gli esperimenti di Tesla all’inizio del 1900, la vera svolta nella trasmissione wireless dell’energia elettrica arriva nel 2007 dall’articolo di André Kurs e colleghi, tra i fondatori della società Witricity, dal titolo “Wireless Power Transfer via Strongly Coupled Magnetic Resonances” pubblicato sulla rivista Science. L’accoppiamento risonante rende la trasmissione dell’energia molto più efficiente, sebbene l’efficienza decresca comunque con la distanza. Negli stessi anni comincia la ricerca riguardo i sistemi di ricarica wireless e già nel 2010, in Corea, compare la prima linea di autobus a ricarica induttiva detta Online Electric Vehicle (OLEV). Ad oggi, la ricarica induttiva dei veicoli elettrici, ormai riconosciuta a livello internazionale col nome di wireless power transfer (WPT), risulta essere una delle tecnologie più nuove e promettenti per la ricarica dei veicoli elettrici, offrendo anche la possibilità di una forte integrazione con i sistemi futuri di guida autonoma. La ricarica WPT propone una ricarica diffusa e comoda, in quanto l’autista può ricaricare il veicolo ai parcheggi, al semaforo, presso l’autorimessa di casa, o anche guidando, se la strada è predisposta, senza preoccuparsi di collegare alcun cavo. La ricarica frequente, inoltre, comporterebbe l’adozione di batterie di dimensioni ridotte e quindi un minor costo dell’auto e anche un minor peso, con conseguenti minori consumi. Per contro, occorre considerare il fatto che il rendimento della trasmissione dell’energia non è unitario, che per la ricarica dinamica sono necessari cospicui investimenti e che è altresì necessario valutare l’esposizione umana ai campi magnetici. Questo articolo illustra brevemente la tecnologia e i passi necessari per la valutazione dell'esposizione umana con riferimento alle norme applicabili e ai problemi aperti.
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