La valutazione dell’integrale di Joule, così come delle correnti di cortocircuito, è importante per verificare la sicurezza e l’affidabilità dei dispositivi elettrici secondo le relative norme di prodotto, richiamando la [1] per la definizione dei metodi di misura. L’unico Istituto Metrologico Nazionale (NMI) con una Calibration and Measurement Capability (CMC) in ambito CIPM-MRA per la taratura delle correnti di cortocircuito e dell’integrale di Joule è l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), tramite il LATFC– Laboratorio Alte Tensioni Forti Correnti [2, 3]. La CMC per l’integrale di Joule (I2×t) è attualmente limitata a 2 GA²s in misura diretta, a causa delle caratteristiche termiche del derivatore del sistema di misura quando viene sottoposto a correnti dell’ordine di 100 kA per più di 0,2 s. Per superare questa limitazione per un integrale di Joule superiore, al sistema di misura è stato aggiunta una bobina di Rogowski, estendendo a 1 s l’applicazione di una corrente di 100 kA, fino a un integrale di Joule di 10 GA²s. Le bobine di Rogowski, costituite da avvolgimenti attorno a un nucleo in plastica o in aria, non sono soggette a saturazione del nucleo magnetico. La permeabilità magnetica rimane costante e non varia con la corrente, garantendo una relazione lineare tra la corrente misurata e la tensione di uscita [4, 5].
Estensione della capacità di misura dell’integrale di Joule dell’INRiM a 10 G A²s / Galliana, F., Caria, S.E., Scialpi, G.P., Corona, D., Roccato, P.. - (2026), pp. 349-350. (X Forum Nazionale delle Misure REGGIO CALABRIA 7-9 Settembre 2026).
Estensione della capacità di misura dell’integrale di Joule dell’INRiM a 10 G A²s
F. Galliana
Writing – Original Draft Preparation
;S. E. CariaData Curation
;G. P. ScialpiMembro del Collaboration Group
;D. CoronaMembro del Collaboration Group
;P. RoccatoMethodology
2026
Abstract
La valutazione dell’integrale di Joule, così come delle correnti di cortocircuito, è importante per verificare la sicurezza e l’affidabilità dei dispositivi elettrici secondo le relative norme di prodotto, richiamando la [1] per la definizione dei metodi di misura. L’unico Istituto Metrologico Nazionale (NMI) con una Calibration and Measurement Capability (CMC) in ambito CIPM-MRA per la taratura delle correnti di cortocircuito e dell’integrale di Joule è l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), tramite il LATFC– Laboratorio Alte Tensioni Forti Correnti [2, 3]. La CMC per l’integrale di Joule (I2×t) è attualmente limitata a 2 GA²s in misura diretta, a causa delle caratteristiche termiche del derivatore del sistema di misura quando viene sottoposto a correnti dell’ordine di 100 kA per più di 0,2 s. Per superare questa limitazione per un integrale di Joule superiore, al sistema di misura è stato aggiunta una bobina di Rogowski, estendendo a 1 s l’applicazione di una corrente di 100 kA, fino a un integrale di Joule di 10 GA²s. Le bobine di Rogowski, costituite da avvolgimenti attorno a un nucleo in plastica o in aria, non sono soggette a saturazione del nucleo magnetico. La permeabilità magnetica rimane costante e non varia con la corrente, garantendo una relazione lineare tra la corrente misurata e la tensione di uscita [4, 5].I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


