La norma UNI EN ISO 10360-2:2010 prescrive: “I limiti per le condizioni ambientali ammesse che possono avere influenza sulle misurazioni, quali condizioni di temperatura, umidità dell’aria e vibrazione nel luogo di installazione, devono essere specificati: - dal fabbricante, nel caso di prove di accettazione; - dall’utilizzatore, nel caso di prove di riverifica periodica. In entrambi i casi, l'utilizzatore è libero di scegliere le condizioni ambientali nelle quali saranno eseguite le prove secondo la ISO 10360-2, all'interno dei limiti specificati.” La presente Guida si prefigge l’obiettivo di rendere disponibile all’utilizzatore di Macchine di Misura a Coordinate (di seguito CMM) una serie di indicazioni e informazioni relative principalmente alla grandezza di influenza temperatura ed ai suoi effetti nelle misurazioni dimensionali. Affinché si possano ottenere le prestazioni dichiarate sui cataloghi, il costruttore di CMM dichiara, insieme alle specifiche tecniche della macchina, anche alcuni parametri ambientali che ritiene debbano essere mantenuti entro i limiti specificati.Ci si trova quindi subito di fronte al dilemma: • Si è in grado di rispettare le condizioni ambientali prescritte? • oppure si può soprassedere ed accontentarsi di prestazioni finali diverse? E quali saranno queste nuove prestazioni? Alle prime domande ne seguono altre: • serve ottenere dalla macchina il massimo delle prestazioni dichiarate dal Costruttore oppure ci si può accontentare di qualcosa in meno? • Tutte le volte che si effettuano misurazioni si è in grado di ricondurre i risultati delle misurazioni alla temperatura di riferimento? Nel prossimo paragrafo vengono proposte alcune problematiche che sono frequentemente oggetto di domande da parte degli utilizzatori di CMM e alle quali la presente guida propone delle risposte, frutto di analisi ed esperienze maturate da coloro che hanno redatto articoli nelle riviste di settore. Il capitolo 2 indica quali sono i riferimenti per terminologia e definizioni. I capitoli 3, 4, 5, 6, 7 e 8 sono il corpo centrale della guida e descrivono il fenomeno temperatura da un punto di vista fisico. Il capitolo 9 presenta invece un'ampia bibliografia comprendendo nel contempo termini di riferimenti normativi, nonché articoli scritti da esperti del settore in vari ambiti: tutto ciò allo scopo di fornire materiale utile sia per un approfondimento dei temi trattati nella stessa guida, sia per supportare (grazie soprattutto alle esperienze già maturate e descritte nei vari articoli) coloro i quali si trovassero ad affrontare per la prima volta simili tematiche.

Effetti termici nella metrologia a coordinate (revisione 2020) / Balsamo, Alessandro; Costelli, Gianfranco; Martelli, Giovanni; Ottone, Renato; Zaffagnini, Alberto. - Unico:(2020), pp. 1-52.

Effetti termici nella metrologia a coordinate (revisione 2020)

Alessandro Balsamo;
2020

Abstract

La norma UNI EN ISO 10360-2:2010 prescrive: “I limiti per le condizioni ambientali ammesse che possono avere influenza sulle misurazioni, quali condizioni di temperatura, umidità dell’aria e vibrazione nel luogo di installazione, devono essere specificati: - dal fabbricante, nel caso di prove di accettazione; - dall’utilizzatore, nel caso di prove di riverifica periodica. In entrambi i casi, l'utilizzatore è libero di scegliere le condizioni ambientali nelle quali saranno eseguite le prove secondo la ISO 10360-2, all'interno dei limiti specificati.” La presente Guida si prefigge l’obiettivo di rendere disponibile all’utilizzatore di Macchine di Misura a Coordinate (di seguito CMM) una serie di indicazioni e informazioni relative principalmente alla grandezza di influenza temperatura ed ai suoi effetti nelle misurazioni dimensionali. Affinché si possano ottenere le prestazioni dichiarate sui cataloghi, il costruttore di CMM dichiara, insieme alle specifiche tecniche della macchina, anche alcuni parametri ambientali che ritiene debbano essere mantenuti entro i limiti specificati.Ci si trova quindi subito di fronte al dilemma: • Si è in grado di rispettare le condizioni ambientali prescritte? • oppure si può soprassedere ed accontentarsi di prestazioni finali diverse? E quali saranno queste nuove prestazioni? Alle prime domande ne seguono altre: • serve ottenere dalla macchina il massimo delle prestazioni dichiarate dal Costruttore oppure ci si può accontentare di qualcosa in meno? • Tutte le volte che si effettuano misurazioni si è in grado di ricondurre i risultati delle misurazioni alla temperatura di riferimento? Nel prossimo paragrafo vengono proposte alcune problematiche che sono frequentemente oggetto di domande da parte degli utilizzatori di CMM e alle quali la presente guida propone delle risposte, frutto di analisi ed esperienze maturate da coloro che hanno redatto articoli nelle riviste di settore. Il capitolo 2 indica quali sono i riferimenti per terminologia e definizioni. I capitoli 3, 4, 5, 6, 7 e 8 sono il corpo centrale della guida e descrivono il fenomeno temperatura da un punto di vista fisico. Il capitolo 9 presenta invece un'ampia bibliografia comprendendo nel contempo termini di riferimenti normativi, nonché articoli scritti da esperti del settore in vari ambiti: tutto ciò allo scopo di fornire materiale utile sia per un approfondimento dei temi trattati nella stessa guida, sia per supportare (grazie soprattutto alle esperienze già maturate e descritte nei vari articoli) coloro i quali si trovassero ad affrontare per la prima volta simili tematiche.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
2018-04 Guida tematica effetti termici - CMM Club.pdf

accesso aperto

Descrizione: Versione editoriali
Tipologia: Versione editoriale
Licenza: Creative Commons
Dimensione 914.27 kB
Formato Adobe PDF
914.27 kB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11696/58625
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact